Il Tequila Sunrise Cocktail

Tequila Sunrise Cocktail

Il Tequila Sunrise Cocktail è un drink dissetante che arriva dalla tradizione caraibica dei cocktail di benvenuto ai turisti, celebre per chi arrivava in località come Acapulco, e si ritrovava tra le mani questo cocktail a base di tequila, decorato con granatina. Gioia per il palato e la vista, grazie alle sfumature che virano verso l’arancione, in un effetto “sunrise”, l’alba deliziosa del Messico..

La storia e gli ingredienti del Tequila Sunrise

Nasce negli anni Cinquanta, quando iniziò il fenomeno del turismo verso le mete esotiche che gli statunitensi riuscivano a raggiungere in poche ore; tra queste l’Acapulco del long drink al tequila, che cominciò ad essere ordinato anche al ritorno a casa. Il Tequila Sunrise Cocktail divenne, così, in pochi anni uno dei cocktail più famosi negli States, insieme al Margarita – sempre a base di tequila.

Qualche storico dei cocktail, però, insinua che questo drink fu inventato ben prima, negli anni Trenta, da Eugene Sulit, un barman dell’Arizona che nella cocktail list del Biltmore Hotel inserì la sua creazione con distillato messicano, a cui aggiunse il succo di arancia della California e la granatina inglese. Secondo altri ancora, un barman che tirò tardi fino all’alba a San Francisco, fu l’inventore di questo drink.

L’effetto “sunrise” della granatina ebbe così successo da entrare nell’immaginario anche mediante cinema e musica. Dal film “Tequila Sunrise” del 1988 ispirato ad un traffico di stupefacenti, all’omonima canzone degli Eagles del 1973.

 

La ricetta del Tequila Sunrise Cocktail IBA

  • 4.5 cl di Tequila
  • 9 cl di succo d’arancia
  • 1.5 cl di granatina – grenadine

Versa la tequila e il succo d’arancia direttamente in un highball, riempito con dei cubetti di ghiaccio. Aggiungi la granatina per creare l’effetto cromatico del sunrise – non mescolare.
Puoi decorare con una fettina d’arancia e una ciliegia.

Esiste anche una versione “short” del Tequila Sunrise Cocktail, che a volte compare senza succo d’arancia (3 cl di Tequila, 1,5 di crema di banana e 1,5 di liquore Galliano) e da miscelare direttamente in un tumbler basso con ghiaccio.

L’effetto sunrise, è dato dalla crema di banana e del Galliano con i loro riflessi dorati.

Se si desidera l’effetto contrario del tramonto, il Tequila Sunset è il cocktail che permette una variante in cui alla granatina si sostituisce una bibita rossa (aranciata rossa, ginger, spuma, etc.), e l’effetto rosso sovrasterà il giallo.

I diversi tipi di Tequila

Creare un Tequila Sunrise Cocktail sembra semplice, ma gli ingredienti sono il segreto di questa miscelazione, e la tequila, di cui abbiamo già parlato nel Vampiro Cocktail, deve essere selezionata in base alla sua qualità.

Ci sono differenti tipologie di questo distillato, che vanno dalla pura Tequila Premium, prodotta con il 100% di agave blu, a quella Mixto, dove l’agave tequilana è al 51% di regola, mentre si unisce a sciroppi e sostanze zuccherine.

Citiamo le varianti di tequila, in base alle diverse caratteristiche.

Oro – detta anche tequila joven o giovane, è quella che assume un colore dorato e sembra ben adatta al Tequila Sunrise, anche per la presenza del caramello che dona morbidezza.

Bianca – detta anche tequila plata o argento, non è invecchiata e riposa per 60 giorni nei contenitori di acciaio che ne mantengono il colore.

Añejo – invecchiata in botte per almeno 12 mesi, di regola si trova con un invecchiamento di circa 4-5 anni, che ne esalta le caratteristiche.

Extra Añejo – ultra invecchiamento per questo distillato, fino ad 8 anni di media, che diventa un brandy, con un gusto unico e ormai differente dall’originale tequila.

Reposado – maturata nelle botti di rovere, viene invecchiata o riposata, appunto, per circa 36 mesi in modo da apprendere aromi e sapori differenti.

Il mezcal

Esiste la celebre tequila col verme? Si tratta non di un vero verme come le pubblicità del passato indicavano, bensì di un distillato, il mezcal, ben diverso e venduto in alcune versioni con verme incluso!
Il mezcal si ottiene con qualunque tipo di agave, mentre la la tequila si ottiene solamente con l’agave blu.

La tequila potrebbe essere un tipo di mezcal, ma in realtà il mezcal nasce a sud, nello stato di Oaxaca, mentre la tequila arriva dallo stato occidentale di Jalisco. Processi differenti che rendono diversi questi liquori, e nonostante gli ingredienti comuni, sicuramente non condividono il “gusano”, il verme maguey.

Questo viene aggiunto al mezcal alla fine della produzione, a liquore imbottigliato, per colorare il mezcal di tonalità rosse e biancastre. Usato anche nella cucina messicana, spesso fritto nei taco, si pensava avesse effetti afrodisiaci, grazie al ferormone Cis-3-Hexen-1-ol che scatena, ma prove concrete non ce ne sono…

 

Se volete scoprire tutti i segreti, ricette e curiosità del mondo barman, vi consigliamo di seguire il blog ilbarman.com/

Rispondi