Il God Father Cocktail

God Father Cocktail

Questo After Dinner Cocktail è stato molto apprezzato per il suo gusto intenso e vellutato, che miscela l’Amaretto di Saronno, dolce e morbido, con lo Scotch whisky più deciso e spesso definito selvaggio.
I due elementi di sapore creano un connubio che spazia dall’energetico al digestivo, tra le note fruttate dell’amaretto italiano e il temperamento nordico dello Scotch.

La storia del God Father Cocktail

Per molti rappresenta uno dei tre gangster drink, ovvero la trilogia dei cockatil ispirati ai personaggi del crimine come il padrino (godfather), la madrina (godmother) e la malavita italo-francese-americana (french connection).
Il god father cocktail nasce negli anni Quaranta, ispirato alle gesta di Al Capone, ma si è diffuso soprattutto dopo la pubblicazione del libro omonimo di Mario Puzo nel 1969.

Una versione dolce con la panna al posto dello scotch è addirittura detta godchild, per completare il quadro di famiglia, si potrebbe dire.

 

La ricetta del God Father Cocktail IBA

  • 3.5 cl di Scotch
  • 3.5 cl di Amaretto

 

Per preparare il God Father Cocktail versa tutti gli ingredienti in un bicchiere old fashioned, riempito di cubetti di ghiaccio. Mescola delicatamente e servi.

 

Lo Scotch whisky

Nato dalla distillazione dei cereali, lo Scotch whisky porta nel nome la sua origine, dato che la contrazione di Scottish, scozzese, lo delimita come un whisky prodotto in questo territorio.

Presente già nel medioevo tra le distillazioni locali, è stato definito nella sua modalità di produzione, ovvero in un disciplinare, nel 1988 con lo Scotch Whisky Act.

Secondo questo documento in Scozia esiste solo lo Scotch whisky, derivante da una lavorazione con regole precise sulle materie prime utilizzabili che sono acqua, cereali, lieviti; oltre ad altre normative sull’invecchiamento in botti di quercia o rovere.

Deve avvenire per almeno 3 anni e con botti di capacità massima di 700 litri.

I cereali devono essere selezionati tra orzo, segale, frumento e mais per estrarne i sapori e sono miscelati in varie proporzioni. Solo nel caso dell’orzo maltato, si usa singolarmente per la distillazione dello Scotch.

Per produrre lo Scotch si utilizzano lieviti di birra e lieviti di laboratorio e l’acqua dolce del territorio, priva di troppi sali minerali, che fornisce una peculiare caratteristica organolettica a questo whisky.

Le categorie di Scotch presenti sul mercato sono 5: Single Grain, Single Malt, Blended Malt, Blended Grain e Blended.

In molti prediligono il Single Malt in quanto derivante da un’unica distilleria, tramite una sola qualità di malto, e con un invecchiamento di minimo 8 anni. Il Single Malt è anche utilizzato per alcuni Blended di alto livello, nati per l’esportazione all’estero.

La gradazione alcolica media dello Scotch va dal 40 al 45%, e secondo alcuni va servito con ghiaccio (on the rocks) mentre per altri assolutamente no – per non ridurre la concentrazione del distillato.

In ogni caso, lo Scotch va degustato a temperatura ambiente oppure nei cocktail più noti come il Godfather o il Rusty Nail.

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