Il French Connection Cocktail

French Connection Cocktail

Sofisticato after dinner, si presenta dal colore rosso quasi ambrato, dal gusto dolce ma deciso, semplice nei suoi due ingredienti, cognac e liquore Amaretto.
Il suo successo come classico della miscelazione degli anni Sessanta ha portato il French Connection Cocktail nella lista IBA dei Contemporary Classics degli anni Ottanta. Ad oggi, però, è richiesto quasi solo da coloro che apprezzano i distillati invecchiati, veri intenditori…

Storia e fascino del French Connection Cocktail

Questo cocktail a base di cognac nasce alla fine degli anni Cinquanta negli States, come “capitolo finale” della trilogia dei cocktail “criminali”.

L’ultimo ad essere inventato dopo il God Father Cocktail e il God Mother Cocktail, il French Connection, rappresenta un immaginario malavitoso in cui si rispecchiavano tra alcol e droga, i mafiosi USA dell’epoca. In particolare, il French Connection Cocktail è dedicato ad una organizzazione francese nota per il traffico di eroina da Marsiglia alle coste americane.

Gli ingredienti rispecchiano le parti uguali di cognac francese e liquore italiano, ovvero le organizzazioni criminali che all’epoca si spartivano il business degli stupefacenti, tra produzione a Marsiglia e distribuzione italo-americana sul suolo statunitense. Richiamava, inoltre, il God Father con il suo Amaretto di Saronno, per diventare il terzo “gangster drink”.

Si tratta di un cocktail esclusivo, elegante nei sapori e raffinato anche nel retrogusto. Una versione vuole che ad inventarlo furono dei baristi italiani e francesi, un’altra che furono dei barman americani: in ogni caso la sua diffusione fu alta soprattutto dagli anni Sessanta, e la sua fortuna non da poco nell’olimpo dei cocktail.

 

La ricetta del French Connection Cocktail IBA

  • 3.5 cl di Cognac
  • 3.5 cl di Amaretto

Per prepararlo versa tutti gli ingredienti in un bicchiere old fashioned, riempito di cubetti di ghiaccio. Mescola delicatamente e servi.

Preparato direttamente nel bicchiere, è fondamentale che nel French Connection gli ingredienti si amalgamino per bene ma senza esagerare – la ricetta dice “stir gently”!

Nessuna decorazione è prevista: un gangster cocktail va servito in modo deciso e senza fronzoli.

 

La variante Italian Connection

Denominata Italian Connection, questa variazione sul tema prevede l’utilizzo del Brandy al posto del Cognac.

Il Brandy spesso è confuso con il Cognac, ma è bene ricordare che mentre il Cognac è così denominato per il territorio di produzione ben preciso, il Brandy va a denominare l’acquavite ricavata dalla distillazione del vino, e si produce in tutto il mondo, purché il vino sia presente…

Dopo un periodo di invecchiamento in botte, il vino viene sottoposto a distillazione tramite alambicco, in modo da ricavarne acquaviti che arrivano fino al 72% di alcol. Si utilizzano vini sia bianchi che rossi o rosati, ma i migliori brandy derivano da vini acidi, neutri negli aromi e in particolare viene impiegato il vino dalle uve del vitigno Trebbiano.

Il brandy si ottiene però con un ulteriore procedimento, con invecchiamento in botte e filtrazione, prima dell’imbottigliamento. Si possono aggiungere poi caramello o zucchero per ammorbidire il sapore, diluizioni con acqua distillata.

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